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Bicipace

Domani –sabato 27– la Ciclopop apre in versione veloce, dalle 10 alle 12

Ci vediamo domenica in Bicipace!

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Pasquetta a Castelseprio – resoconto

17 aprile 2017, grande pedalata di Pasquetta a Castelseprio con RiCiclO!
Ritrovo in Ciclopop alle 10:30 (grande Vittorio!!) e partenza. Cielo nuvoloso ma aria primaverile.
Attraversiamo Legnano e Castellanza e attacchiamo la pista del Medio Olona.
Con calma, ci mancherebbe.
All’arrivo sul pratone delle rovine archeologiche di Castelseprio pranzo sui teli e giochi da amarcord, sotto un sole caldo e deciso.
Ritorno in ordine sparso, ci raccogliamo alla prossima.

Guarda il percorso

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Pasquetta a Castelseprio

Lunedì 17 aprile Grande Gita di Pasquetta a Castelseprio!
Partenza ore 10.30 dalla Ciclopop di Riciclo (via Abruzzi 29 – Legnano)
Una ventina di km lungo la ciclabile della Valle Olona e pranzo al sacco sul pratone

2016_02_21_ValleOlona_07

Leggi il resoconto

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La pace dipende da noi?

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Domenica sarà l’occasione per parlarne insieme pedalando con calma alla volta di Milano. Il ritrovo prossimo a noi sarà a Canegrate alle 7,45. Gli organizzatori raccomandano di vestirsi di ROSSO, il colore assegnato al nostro corteo. Una volta al Duomo comporremo l’iride.

vuoi-la-pace-pedala_1

www.vuoilapacepedala.com
www.paceincomune.it

Ringraziamo gli amici di legnambiente che ci hanno segnalato l’iniziativa.

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Luci su Rosarno

Anche quest’inverno le ciclofficine italiane aderiscono all’appello di Campagne in Lotta  che richiedono  l’ intervento di ciclomeccanici solidali nelle campagne di Rosanrno. La proposta è valida per i fine settimana di Febbraio.
Il racconto inviato dal primo gruppo di romani è la migliore presentazione delle attività che stiamo proponendo, mentre le foto sono quelle che ho scattato con un telefonino lo scorso anno.
E’ un esperienza che consiglio.
Se siete iteressati contattateci scrivendoci una email.
Luca

casolare in periferia

casolare in periferia
qui vivevano una cinquantina di persone

Venerdì 24 Gennaio
Dopo un viaggio disgraziato siamo stati accolti dalle ragazze
di campagne in lotta e ci siamo fatti un primo giro per i casolari
dove abitano piccoli gruppi (5-6) di braccianti.
Sono piccoli e quasi diroccati, in mezzo a campi fangosi,
,qui piove a dirotto, in cui mancano luce acqua e gas…si scaldano con le
candele o piccoli fuochi che affumicano la stanza.
Per i braccianti le condizioni di vita sono pessime e il morale è
basso perchè il lavoro anche a giornata è scarso, trovare un
contratto, condizione necessaria per rinnovare il permesso, è considerato
un miracoloso colpo di fortuna.
Le ragazze, insieme a due volontari senegalesi, informano i migranti
sui loro diritti, sulle leggi in materia d’immigrazione e di lavoro, su come accedere ai servizi. Inoltre cercano di metterli in contatto tra di loro, sia per cercare di creare una coscienza sulla condizione comune
che per ragioni pratiche di utilità…
Nei due i casolari visitati tutti i presenti usano la bici, e abbiamo
notato anche per strada molti stranieri comparire dal buio giusto un
istante prima di riscomparirvi. Abbiamo gia distribuito buona parte
del materiale catarifrangente, e domani torneremo per qualche
riparazione.
Abbiamo scelto i casolari perchè nelle tendopoli sono gia presenti
delle “ciclofficine” con cui non vogliamo entrare in concorrenza.

la vecchia tendopoli

arrivo alla vecchia tendopoli

Sabato 25 Gennaio
È stata un altra giornata super intensa cominciata con la conoscenza del
vecchio ciclista comunista di rosarno il signor peppe sergi (sta vicino
al duomo nel centro del paese); è stato molto disponibile e gentile
nonostante la scarsitá di risorse a disposizione. Ci ha regalato un
po di materiale e quindi lo segnaliamo per quelli che scenderanno nelle
prossime settimane.
Dopo siamo andati alla tendopoli vicino rosarno, dove abitano la maggior
parte dei braccianti, alcuni nelle tende altri in baracche di fortuna.
Abbiamo aiutato le ragazze insieme ad alcuni abitanti della tendopoli a
costruire una baracca per fare un corso d italiano e dare
informazioni… Nella tendopoli, anche se la vita forse è meno dura
rispetto ai casolari, i pochi servizi sono forniti a pagamento con mezzi
di fortuna dagli abitanti stessi. Noi abbiamo potuto gustare una
splendida pecora cotta sulla lamiera!
I dettagli ve li racconteremo poi. Comunque nella tendopoli ci sono ben
due “ciclofficine” attive.
Dopo siamo tornati nei due casolari di ieri per alcune riparazioni e ci siamo accorti che UN NOTO CAPOCCIONE non ha rimesso a
posto la chiave della serie sterzo ma noi siamo due grandi meccanici e
ci siamo arrangiati ugualmente. Lo scriveremo dopo meglio,cmq il
materiale che abbiamo non sara mai abbastanza rispetto alle esigenze.
Dopo siamo andati a un altro  casolare (detto ponte dei vetrini) dove
abitano parecchi braccianti e dove c’erano molte bici da riparare. Loro
sono meglio organozzati della media, ma abitano piu lontano da rosarno e
hanno tutti bici in condizioni pietose, tipo: niente freni o partini
consumati fino al metallo, camere d aria vetuste che si sgretolano
e meccaniche disastrate (coni, mc.,serie STERCO…). Abbiamo
fatto quello che abbiamo potuto ma probabilmebte bisognerà tornarci. Noi
non sappiamo se domani ce la faremo, in caso chi partira dopo di noi se ne dovrà ricordare!
CHI SCENDERÀ DOVRÀ ASSOLUTAMENTE PORTARE IN QUANTITA:
1) Pattini dei freni (cantilever vbrake passeggio)
2) Camere d aria (26,26 1 3/8, Ma anche 28!)
3) qualche pedale
4) cavi e GUAINE
5) LUCE (Abbiamo operato quasi sempre al buio e di giorno solitamebte i
braccianti lavorano)
6) abbiamo trovato coni e mc in situazioni pessime ma sara piu difficile
operare su questo.
7) naturalmente tutto il materiale catarifrangente possibile perche quasi
nessuno è attrezzato.
Scusate se non abbiamo ancora potuto fare foto ma tra maltempo, lavoro
pratico, possibile reazione della gente e la sensazione che hai quando
sei in quelle contingenze non abbiamo avuto il modo. Nelle visite di
domani proveremo a ricordarci (torniamo lunedi)!

il centro di Rosarno

il centro di Rosarno


 

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Appuntamento alle 9e15 nella piazza del mercato, cimitero, parco castello

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maggio 21, 2012 · 3:30 pm

25 Aprile in Bici – il resoconto di Sandro

L’urlo di Munch

Meraviglioso viaggio nel giorno della liberazione. Temerari e impavidi come d’altronde loro natura, i biciclisti di RiCiclO il 25 aprile anno 2011 hanno intrapreso un itinerario che neanche i più esperti medici oncoraggiologi avrebbero mai osato.

Decisi e risoluti in sella ai loro strumenti di viaggio, giurano d’arrivare nel centro di quella massa tumorale che lentamente ma inesorabilmente, sta consumando il corpo di nostra madre terra. Partendo da l’estrema periferia nei pressi di una ghiandola salivare, comunemente chiamata Parco Castello Legnano, i meschini s’addentrano, passando per i capillari più angusti, in quel dedalo di vene venette arteriole, tenendosi sempre alla larga dalle vene e arterie principali, pullulanti di motocorpi e veicoli untori ed assassini. Il loro viaggio sembra procedere tranquillo, ma a un certo punto il bisturi a sette rapporti su cui siede Diego, uno dei promotori della missione, sembra avere dei problemi al movimento centrale. Lacrimando imprecazioni, come un vero eroe invita a proseguire, sostenendo che sarebbe un peso morto, un comportamento davvero encomiabile, promette di raggiungere i gruppo più tardi. Teo Fer si trattiene con lui per dargli manforte anche lui merita una minzione, opss… scusate, una menzione. Riprendono e uscendo dalle vie biliari di Cerro Maggiore si infilano in una pista del sistema linfatico, correndo parallelamente ma a dovuta distanza dal dotto secretore del Sempione. Senza fatica passano sopra un drenante chiamato Villoresi e attraversando una ciste, Lainate, dopo aver per cause di forza maggiore tagliato di netto il dotto secretore, cadono in un vorticoso e melmoso orifizio di nome Rho.

Qui i nostri cavalieri si ritemprano e Luca, la loro guida, l’incoraggia spiegandogli che d’ora in avanti la strada sarà molto più piacevole. Bisogna dire che nel gruppo, composto da una decina di pedalatori, è presente anche un ragazzino di nome Matteo un vero serbatoio d’energia, e un uomo molto alto, simile a un orco ma con uno sguardo che non riesce a nascondere la sua bontà, che di solito semina zizzania e polemizza su questioni futili, ma sembra che in questo viaggio abbia deciso di comportarsi bene. Ma incredibile! Tra lo stupore e la gioia di tutti ecco comparire, fighi e strabordanti d’emozione e d’entusiasmo Diego e Teo.

Dopo questa breve sosta sono di nuovo pronti per ripartire, ora devono passare sotto un fascio di fibre del sistema trenoso, le dame hanno un po’ di difficoltà ma arrivano in loro aiuto dei pedoni globosi. Adesso si trovano nell’immediata periferia della massa tumorale, e ai loro occhi si apre lo spettacolo di un corpo, sì sofferente e martoriato, ma non ancora del tutto intaccato: è un piacere pedalare nelle silenziose e profumate sinapsi e tutto intorno ammirare il tessuto suburbano ricco di fibre sane e forti essenze profumate, dove l’osmosi cellulare funziona ancora ottimamente. Tramite un ponte di colesterolo attraversano una terribile metastasi chiamata MI-TO, dove saettano i cancroveicoli con a bordo corpuscoli con facce cupe, bocche pronte all’insulto, corpi tesi e nervosi condannati alla sardinellosi da coda o super-traffico. Bypassano altre metastasi che si diramano dal centro per diffondere e nello stesso tempo alimentare le cellule malate, qualche corpuscolo vedendoli, strombazza, e agonizzante fa una smorfia, sembra l’urlo di Munch. Percorrono poi un condotto uditivo non ancora assalito dal male e poi coraggiosamente si insinuano tra i capillari del milanoblastoma, ed infine raggiungono l’origine del dotto secretore del Sempione, piccolo tessuto cellulare stranamente risparmiato dal bitumore.

Qui finalmente si possono ristorare e svagarsi, ma a un certo punto l’orco, che fino ad ora si era comportato abbastanza bene, aggredisce verbalmente con la sua voce cavernosa, e la sua vena polemica e dissacrante, il capo spedizione Luca. Lo accusa di averlo abbandonato all’ingresso del polmone verde, senza averlo fornito di briciole da utilizzare per ritrovare la strada, ma poi finito lo sfogo si guarda in giro guarda il vitalissimo del piccolo Matteo, e rovesciandosi addosso la sua incontenibile bontà, timido e impacciato cambia discorso… e Luca sornione sorride.

Davvero una splendida pedalata, alla prossima!

Sandro

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