25 Aprile in Bici – il resoconto di Sandro

L’urlo di Munch

Meraviglioso viaggio nel giorno della liberazione. Temerari e impavidi come d’altronde loro natura, i biciclisti di RiCiclO il 25 aprile anno 2011 hanno intrapreso un itinerario che neanche i più esperti medici oncoraggiologi avrebbero mai osato.

Decisi e risoluti in sella ai loro strumenti di viaggio, giurano d’arrivare nel centro di quella massa tumorale che lentamente ma inesorabilmente, sta consumando il corpo di nostra madre terra. Partendo da l’estrema periferia nei pressi di una ghiandola salivare, comunemente chiamata Parco Castello Legnano, i meschini s’addentrano, passando per i capillari più angusti, in quel dedalo di vene venette arteriole, tenendosi sempre alla larga dalle vene e arterie principali, pullulanti di motocorpi e veicoli untori ed assassini. Il loro viaggio sembra procedere tranquillo, ma a un certo punto il bisturi a sette rapporti su cui siede Diego, uno dei promotori della missione, sembra avere dei problemi al movimento centrale. Lacrimando imprecazioni, come un vero eroe invita a proseguire, sostenendo che sarebbe un peso morto, un comportamento davvero encomiabile, promette di raggiungere i gruppo più tardi. Teo Fer si trattiene con lui per dargli manforte anche lui merita una minzione, opss… scusate, una menzione. Riprendono e uscendo dalle vie biliari di Cerro Maggiore si infilano in una pista del sistema linfatico, correndo parallelamente ma a dovuta distanza dal dotto secretore del Sempione. Senza fatica passano sopra un drenante chiamato Villoresi e attraversando una ciste, Lainate, dopo aver per cause di forza maggiore tagliato di netto il dotto secretore, cadono in un vorticoso e melmoso orifizio di nome Rho.

Qui i nostri cavalieri si ritemprano e Luca, la loro guida, l’incoraggia spiegandogli che d’ora in avanti la strada sarà molto più piacevole. Bisogna dire che nel gruppo, composto da una decina di pedalatori, è presente anche un ragazzino di nome Matteo un vero serbatoio d’energia, e un uomo molto alto, simile a un orco ma con uno sguardo che non riesce a nascondere la sua bontà, che di solito semina zizzania e polemizza su questioni futili, ma sembra che in questo viaggio abbia deciso di comportarsi bene. Ma incredibile! Tra lo stupore e la gioia di tutti ecco comparire, fighi e strabordanti d’emozione e d’entusiasmo Diego e Teo.

Dopo questa breve sosta sono di nuovo pronti per ripartire, ora devono passare sotto un fascio di fibre del sistema trenoso, le dame hanno un po’ di difficoltà ma arrivano in loro aiuto dei pedoni globosi. Adesso si trovano nell’immediata periferia della massa tumorale, e ai loro occhi si apre lo spettacolo di un corpo, sì sofferente e martoriato, ma non ancora del tutto intaccato: è un piacere pedalare nelle silenziose e profumate sinapsi e tutto intorno ammirare il tessuto suburbano ricco di fibre sane e forti essenze profumate, dove l’osmosi cellulare funziona ancora ottimamente. Tramite un ponte di colesterolo attraversano una terribile metastasi chiamata MI-TO, dove saettano i cancroveicoli con a bordo corpuscoli con facce cupe, bocche pronte all’insulto, corpi tesi e nervosi condannati alla sardinellosi da coda o super-traffico. Bypassano altre metastasi che si diramano dal centro per diffondere e nello stesso tempo alimentare le cellule malate, qualche corpuscolo vedendoli, strombazza, e agonizzante fa una smorfia, sembra l’urlo di Munch. Percorrono poi un condotto uditivo non ancora assalito dal male e poi coraggiosamente si insinuano tra i capillari del milanoblastoma, ed infine raggiungono l’origine del dotto secretore del Sempione, piccolo tessuto cellulare stranamente risparmiato dal bitumore.

Qui finalmente si possono ristorare e svagarsi, ma a un certo punto l’orco, che fino ad ora si era comportato abbastanza bene, aggredisce verbalmente con la sua voce cavernosa, e la sua vena polemica e dissacrante, il capo spedizione Luca. Lo accusa di averlo abbandonato all’ingresso del polmone verde, senza averlo fornito di briciole da utilizzare per ritrovare la strada, ma poi finito lo sfogo si guarda in giro guarda il vitalissimo del piccolo Matteo, e rovesciandosi addosso la sua incontenibile bontà, timido e impacciato cambia discorso… e Luca sornione sorride.

Davvero una splendida pedalata, alla prossima!

Sandro

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1 Commento

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Una risposta a “25 Aprile in Bici – il resoconto di Sandro

  1. BELLA STRADA PER TUTTI I GIORNI

    PEDALA

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